Neve con una traccia di sci e sole splendente
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Sci alpinismo nel Parco Naturale Fanes Senes Braies

Gli impianti di risalita più vicini sono a Plan de Corones, fuori dal Parco naturale di Fanes - Senes - Braies a 18 km.

Attenzione! Alcune delle escursioni proposte necessitano di una adeguata preparazione, attrezzatura e/o di una guida esperta perché sono pericolose!

E se volete portarle con voi, cliccate qui, stampate e riponete il documento nel vostro zaino.

Le proposte per escursioni sugli sci sono state prese dal libro FANES - Wandern durch Geschichte und Landschaft di Peter Kübler e tradotte.

Prima di partire è necessario consultare il Bollettino Valanghe
nel web: www.provinz.bz.it/valanghe
per WAP: wap.provinz.bz.it
via Self-fax: +39 0471 270555 - +39 0471 271177
via telefono: +39 0471 270555 - +39 0471 271177


(1) Col Toronn (2459 m)

Dal rifugio Fanes salire di circa 150 metri in direzione nord, percorrere poi la conca di Pices Fanes verso ovest e quindi verso nord-ovest per portarsi ai piedi dell'altura, detta "Schildkröte" (tartaruga) per la sua forma singolare. Da là si giunge facilmente in cima; di solito si devono fare gli ultimi metri senza gli sci ai piedi.

Tempo richiesto: da un'ora a un'ora e mezzo.
Per la discesa, con dislivello di 400 metri circa, si percorre la via fatta in salita. Facile gita di allenamento, poco esposta a slavine scegliendo con attenzione il percorso.


(2) Ciastel de Fanes (2657 m)

Come per l'escursione precedente (1) nella conca di Pices Fanes. Si continua ad avanzare oltre il Col Toronn; in una valletta poco marcata ci si dirige verso nord-ovest finché appare la doppia cima del "castello". Lo si aggira salendo sul fianco sinistro fino ad una forcella (2608 m), dove si procede per lo più senza sci fino in vetta.

Tempo richiesto: da due ore a due ore e mezzo.
La discesa, con dislivello di 600 metri circa, si compie sul tragitto dell'andata. Facile gita di allenamento; con pericolo di valanghe bisogna usare molta cautela sui lastroni lisci sud del Sass da les Disc.


(3) Monte Castello (Bivacco fisso della Pace, 2770 m)

Dal rifugio Fanes si sale lungo la strada al Ju de Limo (2172 m), scendendo poi alla casermetta per raggiungere la malga di Gran Fanes. Si prosegue per breve tratto lungo la valle in direzione del Ju da l'ega (sud-ovest), finché si può entrare comodamente nel vallone fra la Furcia Rossa e il Ciampestrin.

Dapprima con pendenza moderata, poi vincendo salite più ripide si giunge ad un marcato pianoro, dopo il quale ci si tiene a destra; attraversando i massi di una grossa frana ci si porta in una valletta sotto le pareti strapiombanti dei Ciampestrin. Dalla valletta si passa sui pendii ideali dei Valun Blanch alto e, superando I'ultima erta rampa, si raggiunge la base delle rocce dei Monte Castello e la piccola baita del Bivacco fisso della Pace.

Tempo richiesto: da tre ore e mezzo a quattro ore.
La discesa, con dislivello di 800 metri circa, si effettua sull'itinerario dell'andata. Gita facile, con pericolo di valanghe basta far attenzione nella breve discesa dal Ju de Limo (caserma) alla malga di Gran Fanes.


(4) Col Bechei de Sora (2794 m)

Dal rifugio Fanes si segue la strada fino al Ju de Limo (2172m) ed al Lè (lago) de Limo ghiacciato. Si svolta a sinistra (est) procedendo in salita, prima ripida e quindi più lieve, fino al ripiano quasi pianeggiante sopra 10 "Spalto" (2565 m). Di là ci si alza verso nord a serpentine per raggiungere il crinale (attenzione alle infide cornici sporgenti!). Sulla cresta si procede verso est fino alla vetta panoramica.

Tempo richiesto: da tre ore a tre ore e mezzo.
La discesa, con dislivello di 850 metri circa, si svolge sul percorso della salita. Escursione di media difficoltà; con pericolo di valanghe fare attenzione sui pendii sud, sotto il crinale del Col Bechéi de Sora.


(5) Sass dla Crusc (Ciaval, 2907 m)

Come nell'escursione (1) e (2) fino nella conca di Pices Fanes. Si continua a procedere verso sud-ovest e poi ovest lungo il sentiero estivo 7 (alcune segnalazioni sporgono di solito fuori dal manto nevoso), fino alla Forcela dla Crusc (2609 m; attenzione alle infide cornici di neve sul crinale!). Si costeggia 10 spigolo vertiginoso, salendo verso destra (nord) fino al deposito di sci sottostante la vetta, che si guadagna a piedi.

Tempo richiesto: da quattro a quattro ore e mezzo per la salita.
La discesa, con dislivello di 850 metri circa, si fa sulla via dell'andata. Gita facile; orientamento problematico solo con nebbia o visuale ridotta.


(6) Sass da les Disc (3026 m)

Come nell'escursione (2) fin sotto al Ciastel de Fanes, che si lascia a destra. Si prosegue verso sinistra (ovest), risalendo il ripido costone sud fin sotto le rocce sommitali, ove si trova un deposito per gli sci.

La scalata della cima, senza sci lungo la via attrezzata, resta riservata ad alpinisti veramente esperti, muniti di imbracatura e di ramponi.

Tempo richiesto: da tre ore e mezzo a quattro ore fino al deposito degli sci.
La discesa, con dislivello di 1000 metri circa, si compie sull'itinerario della salita. I pendii sud del Sass da les Disc sono soggetti a valanghe.


(7) Piz d'Lavarela (3055 m)

Dal rifugio Fanes al Ju de Limo, scendendo poi alla malga di Gran Fanes. Si prosegue verso sud-ovest in direzione dei Ju da l'Ega. Poco prima dei valico si gira a destra (ovest); attraversando un rado baranceto e superando gradoni sulla destra, si entra nel vallone detto "Busc' da stlü". Si passa sulla destra sotto le pareti del Piz Parom e del massiccio della Lavarella, giungendo infine alla forcella sul crinale (2885 m) ove si tolgono gli sci.

Ci si arrampica verso nord su per un camino e poi sulla cengia, guadagnando una dorsale meno inclinata; avanti per un altro camino ed una gola si giunge sulla cresta. Da là ci si dirige alla croce sull'anticima o verso ovest, con tratto assai esposto oppure verso est alla vetta più alta (arrampicata di I grado).

Tempo richiesto: da quattro ore e mezzo a cinque ore.
La discesa, con dislivello di 1100 metri circa, si compie lungo la via della salita. Nella parte alta del vallone il tragitto è soggetto a valanghe.